Li due Orfei

Care amiche, cari amici,
questo mese vi invito a seguire la diretta radiofonica dell’ultimo concerto della Stagione della Camerata strumentale “città di Prato”.

Orfeo ed Euridice di Gluck

Jonathan Webb, direttore musicale dell’Orchestra pratese, interpreta Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi. Le voci sono quelle del controtenore Antonio Giovannini (Orfeo), del soprano Rachael Birthisel (Euridice) e del soprano Sophie Gallagher (Amore). All’esecuzione partecipa anche il Coro “Città di Prato”, una formazione amatoriale composta da ottanta cittadini guidata da Elia Orlando alla Scuola Comunale di Musica “Giuseppe Verdi”.

Questa esecuzione in forma di concerto rappresenta una bella opportunità per confrontare la versione originale in italiano dell’opera, che debuttò a Vienna nell’ottobre del 1762, con il suo rifacimento francese del 1774, che il 12 aprile scorso ha inaugurato l’84esimo Maggio Musicale Fiorentino. Nel giro di un mese, tra Firenze e Prato, la cetra di Orfeo incanta in due idiomi diversi e nell’universale linguaggio della musica, di cui il Cantore di Tracia è l’incarnazione mitica fin dalla più remota antichità.

Orfeo di Luigi Rossi

Per questo vi segnalo anche un altro Orfeo, quello che Luigi Rossi compose nel 1647 per la corte di Francia su libretto del fiorentino Francesco Buti. Per molti aspetti questa produzione fu all’origine della tragédie en musique francese nella seconda metà del Seicento. La tragicommedia di Luigi Rossi fu un vero kolossal che impegnò venti cantanti fatti arrivare dall’Italia, tra i quali ben otto castrati capitanati dal celebre pistoiese Atto Melani. Le scene e le macchine del grande Giacomo Torelli, fondatore della fantasmagorica scenografia e scenotecnica barocca, col la meraviglia dei loro effetti lasciarono a bocca aperta gli spettarori, fra i quali figurava anche il piccolo Luigi XIV, che volle rivedere lo spettacolo altre due volte.

Le altre opere in programma questo mese sono Aida, nella celebre registrazione diretta nel 1974 da un giovane Riccardo Muti con la New Philharmonia Orchestra e un cast ideale, formato da Montserrat Caballé, Plácido Domingo, Fiorenza Cossotto, Piero Cappuccilli e Nicolai Ghiaurov; gli altri titoli sono due opere francesi di raro ascolto, Louise di Gustave Charpentier, con Beverly Sills e la direzione di Julius Rudel, e Pénélope di Gabriel Fauré, con l’indimenticabile voce di Jessye Norman diretta da Charles Dutoit.

Buon ascolto di Rete Toscana Classica

Alberto Batisti

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