19/09 - 06.00
Aldo Ciccolini, pianista tra i più raffinati e rigorosi del secondo Novecento, interpreta Mozart con un approccio che coniuga chiarezza strutturale e profondità timbrica.
Nelle Variazioni K. 265 su “Ah, vous dirai-je, Maman”, Ciccolini esalta l’invenzione mozartiana come laboratorio di stili: dal gioco infantile alla complessità contrappuntistica, l’articolazione resta sempre limpida, con un senso di leggerezza che non rinuncia a un’ironia sottile.
La Sonata K. 282, con la sua singolare apertura adagio e il carattere quasi galante dei successivi movimenti, viene restituita in un equilibrio tra cantabilità e trasparenza, rivelando l’attenzione del pianista al Mozart “cantore” più che al virtuoso.
Nelle Variazioni K. 264 su “Lison dormait” di Dezède, Ciccolini mette in luce il rapporto tra Mozart e la tradizione teatrale francese, trasformando un tema leggero in un terreno di esplorazione tecnica e affettiva.
Infine, la Sonata in fa maggiore K. 533-494 – tra le più mature e architettonicamente complesse – trova nell’interpretazione di Ciccolini un raro equilibrio tra rigore contrappuntistico e respiro lirico, quasi pre-beethoveniano.