19/09 - 19.48
András Schiff, pianista noto per lucidità analitica e profondità di lettura, si accosta a Schumann con un equilibrio raro tra introspezione e rigore formale.
Nelle Scene infantili op. 15, il pianista ungherese evita ogni sentimentalismo descrittivo per restituire la dimensione intima e riflessiva che sottende la raccolta: non tanto un’infanzia ingenua, quanto il ricordo filtrato da uno sguardo adulto e malinconico. La cura del pedale e la finezza delle dinamiche permettono a Schiff di delineare microcosmi affettivi, in cui ogni miniatura è al tempo stesso autonoma e parte di un discorso narrativo coerente.
Delle Scene della foresta op. 82 – uno Schumann maturo e tormentato – Schiff mette in evidenza le tensioni drammatiche che vi affiorano in controluce. La sua lettura non si limita a illustrare quadri “a programma”, ma ne scava la costruzione polifonica e i tratti visionari, valorizzando l’ambiguità fra carattere narrativo e sperimentazione pianistica.