05/05 - 22.04
La pianista Annie Fischer interpreta la Sonata n. 27 in mi minore op. 90 e la Sonata in la maggiore op. 101 di Beethoven in una registrazione del 1977-78.
L’ascolto offre uno sguardo privilegiato su una fase cruciale della produzione beethoveniana, in cui il linguaggio pianistico si fa sempre più concentrato, allusivo e interiorizzato.
La Sonata op. 90, articolata in soli due movimenti, segna già un distacco evidente dai modelli precedenti: il primo tempo, teso e inquieto, contrasta con il secondo, di carattere più lirico e disteso, quasi una risposta pacificata al conflitto iniziale. È una pagina in cui la sintesi formale si accompagna a una forte intensità espressiva.
Con la Sonata op. 101 si entra invece pienamente nel cosiddetto “ultimo stile” di Beethoven: la scrittura si fa più complessa, la struttura più libera, e il rapporto tra i movimenti assume un carattere organico e profondamente unitario. Il ritorno della fuga nel finale e l’uso di richiami tematici interni conferiscono all’opera una dimensione riflessiva e quasi filosofica.
L’interpretazione di Annie Fischer si distingue per una capacità unica di coniugare rigore e libertà. Il suo Beethoven è insieme architettonico e intensamente umano: la chiarezza del disegno formale non esclude, ma anzi esalta, una tensione emotiva costante.