Arthur Rubinstein suona Robert Schumann

18/02 - 22.37

Arthur Rubinstein suona due pagine per pianoforte solo di Robert Schumann: Carnaval op. 9 e Fantasiestücke op. 12. Entrambi vedono la luce tra il 1830 e il 1839, periodo in cui Schumann compone molte raccolte di musica per pianoforte. La sua scrittura pianistica s’impone per l’innovazione febbrile che l’attraversa, libera da collegamenti logici. Per averne conferma basta ascoltare come il compositore racconta la genesi di Carnaval (1833): “Una delle mie conoscenze musicali è originaria di una piccola città chiamata Asch e siccome le quattro lettere che formano questo nome si trovano anche nel mio, mi è venuta l’idea di usare il loro significato musicale come punto di partenza di una serie di brevi pezzi, come Bach aveva fatto rispetto al suo patronimico. Sollecitata la fantasia da questa trovata, un brano succedeva all’altro senza che me ne accorgessi. E siccome tutto questo succedeva durante il Carnevale del 1835, finita la composizione, aggiunsi i titoli dei singoli pezzi e la chiamai Carnaval“.
Composti nel 1837, gli otto Fantasiestücke op. 12 sono invece ispirati ai Pezzi fantastici alla maniera di Callot di E.T.A. Hoffmann.
Tra queste due pagine per pianoforte solo ascoltiamo il Trio in re minore per pianoforte, violino e violoncello op. 63, in cui accanto a Rubinstein troviamo Henryk Szeryng al violino e Pierre Fournier al violoncello.

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