12/12 - 06.00
Stamani apriamo la nostra programmazione con un buongiorno wagneriano scandito da due pagine strumentali eseguite dai Berliner Philharmoniker sotto la guida di Seiji Ozawa. In apertura ascoltiamo l’Ouverture di Tannhäuser seguita da Preludio e Morte d’Isotta da Tristan und Isolde.
Scritte a distanza di poco più di un decennio, queste pagine mostrano il passaggio dal sinfonismo drammatico ancora “figurativo” di Tannhäuser al vortice emotivo e armonico di Tristan, destinato a influenzare non solo i compositori successivi – da Mahler a Debussy, da Strauss a Schoenberg – ma l’intera sensibilità musicale del secolo successivo.
L’Ouverture di Tannhäuser è un condensato dell’estetica wagneriana degli anni di Dresda: un’architettura solida e imponente che mette in dialogo il corale dei pellegrini – simbolo di purezza e redenzione – con il richiamo sensuale del Venusberg. Con Tristan und Isolde la prospettiva cambia radicalmente. Il Preludio, con il celebre “accordo di Tristan”, dissolve il tradizionale senso di stabilità armonica: sospensioni, ritardi, progressioni irrisolte creano una tensione continua che sembra non trovare mai approdo. La Morte di Isotta porta questo processo al culmine, trasformando la voce e l’orchestra in un’unica onda sonora che supera il confine fra eros e trascendenza.