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Carlo Maria Giulini dirige i Wiener Philharmoniker nella Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 e nella Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Brahms. Si tratta di una registrazione effettuata nella Sala d’oro del Musikverein di Vienna nell’aprile 1991.
Abbozzata nel 1855, la Sinfonia n. 1 ebbe una genesi tormentata. Il primo tempo, senza l’introduzione, prese forma nel 1862 mentre si dovette aspettare la metà degli anni Settanta per il completamento. Anche dopo la prima esecuzione del 4 novembre 1876 a Karlsruhe la partitura fu revisionata prima della pubblicazione. Capolavoro ostico per ammissione dello stesso Brahms, la Sinfonia fu definita da Hans von Bülow la Decima, quasi fosse l’ideale continuazione del catalogo beethoveniano.
Scritta di getto nel 1877 a poco più di un anno dalla presentazione al pubblico della Sinfonia n. 1, la Sinfonia n. 2 è stata definita “l’ultima sinfonia di Schubert” per il suo carattere melodico e cantabile, ed etichettata come una composizione mozartiana per il nitore dell’orchestrazione. Brahms la definì “una suite di valzer”, “una piccola sinfonia gaia e innocente”. La partitura si articola in quattro movimenti: Allegro non troppo – Adagio non troppo – Allegretto grazioso. Presto ma non assai – Allegro con spirito.