29/03 - 20.30
Composto nel 1803, Christus am Ölberge op. 85 (Cristo al Monte degli ulivi) è l’unico oratorio di Ludwig van Beethoven e rappresenta un episodio singolare nella sua produzione, più nota per il teatro strumentale che per quello sacro-drammatico. Su libretto di Franz Xaver Huber, l’oratorio si concentra su un momento altamente drammatico della narrazione evangelica: l’angoscia e la preghiera di Cristo nell’orto del Getsemani, immediatamente prima dell’arresto.
Lontano dalla monumentalità liturgica dell’oratorio tradizionale, Beethoven costruisce una partitura che privilegia l’intensità teatrale e l’urgenza espressiva. La figura di Cristo, affidata al tenore, è delineata con accenti fortemente umani: il turbamento, il dubbio e la tensione interiore emergono con una forza che riflette la sensibilità drammatica del compositore negli anni dell’“Eroica”.
Accanto ai solisti, il coro assume un ruolo essenziale, intervenendo come folla e come commento drammatico, in una scrittura che alterna slanci eroici e momenti di raccoglimento. L’orchestra, dal canto suo, contribuisce alla costruzione dell’atmosfera con contrasti dinamici e colori che amplificano il pathos della scena.
Accolto con esiti alterni alla prima esecuzione, Christus am Ölberge resta oggi una pagina poco frequentata ma di grande interesse: un Beethoven alle prese con il teatro sacro, in cui la dimensione spirituale si traduce in un linguaggio intensamente umano e drammatico.
L’ascoltiamo in prima serata nell’esecuzione dei Wiener Symphoniker diretti da Bernhard Klee in una registrazione del 1970. Dai Wiener Singverein si staccano le voci soliste del soprano Elisabeth Harwood, del tenore James King e del basso Franz Crass.