Daniel Reuss dirige Stravinskij e Wolf

16/03 - 23.31

Chiudiamo il palinsesto di oggi con un ascolto in cui Daniel Reuss esplora la dimensione più raccolta e spirituale dell’ultimo periodo creativo di Igor Stravinskij riunendo alcune pagine commemorative composte tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del secolo scorso.

Epitaphium (1959), scritto per il monumento funebre del principe Max Egon zu Fürstenberg, è una breve meditazione per flauto, clarinetto e arpa. Il linguaggio seriale adottato da Stravinskij si traduce qui in una scrittura essenziale e austera, nella quale ogni gesto sonoro assume un valore quasi rituale.

Analogo spirito commemorativo anima Introitus – T. S. Eliot in memoriam (1965), omaggio al grande poeta T. S. Eliot, e soprattutto Requiem Canticles (1966), composto in memoria di Helen Buchanan Seeger. In quest’ultima opera, tra le più importanti dell’ultimo Stravinskij, il compositore condensa la forma liturgica del requiem in una successione di brevi sezioni corali e orchestrali di grande concentrazione espressiva.

Completa il programma un omaggio alla tradizione del Lied: i Due canti sacri di Hugo Wolf, orchestrati da Stravinskij. In queste trascrizioni il compositore russo conserva l’intensità lirica originaria, arricchendola di una tavolozza orchestrale sobria e trasparente.

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