Due Cantate di Antonio Vivaldi

09/04 - 13.56

Ascoltiamo due cantate di Antonio Vivaldi – Se ben vivono senz’alma e All’ombra di sospetto – nell’esecuzione dell’ensemble barocco norvegese Barokkanerne. Le due Cantate sono tratte dall’album Bellezza crudel, realizzato con il soprano Tone Wik nel 2008.

Se ben vivono senz’alma, Cantata per soprano e basso continuo R. 664

Se ben vivono senz’alma
Il bosco, il prato, il rio
Pur forza ha il pianto mio
Di moverli a pietà.
E par che dican: Barbara
Quant’è colei ch’a un core
Che langue per amore
In premio amor non dà!
Se ben vivono senz’alma…

Odi che contro te simili accenti
Mia bellissima Irene,
Pronuncian l’acque, gl’arboscelli e i fiori.
Perché non hai pietà delle mie pene
E in tanta crudeltà persisti ancora?
Ah, se di selce avessi
Quel cor che forse usa pietade altrui,
Che faresti di più? Mentre non vuoi
Con un sospiro almen recare aita
A chi preda restò degl’occhi tuoi.

Nella tua guancia amorosa
La bellezza sta del giglio
E il vermiglio della rosa
Ma le spine hai dentro il cor.
Ahi se ancor nieghi mercede
A quest’alma che t’adora
Sì morrò, ma dirò prima ch’io mora
Che m’uccise il tuo rigor.
Nella tua guancia amorosa…

Antonio Vivaldi 1678 – 1741

In All’ombra di sospetto, Cantata per soprano, flauto traverso e basso continuo R. 678, Torun Kirby Torbo è al flauto traverso solista.

All’ombra di sospetto
Il mio costante affetto
Perde alquanto la fede
E a beltà lusingiera ei poco crede.

Avezzo non è il core
Amar beltà d’amore
Ch’addolcisca il penar con finti vezzi.
Se lusinghiero è il dardo
Ogni piacer è tardo
E fia che l’adorar per forza sprezzi.
Avezzo non è il core…

O quanti amanti, o quanti,
Che fedeli e costanti
Vengon delusi da lusinghe accorte
D’amor fra le ritorte.
Più d’ogn’un così langue,
E tante volte il sangue
Spargeria per mostrar il vero amore
Concetto dall’ardore
Di vezzosa bellezza,
Ch’ogn’or gli strugge l’alma,
Ed al suo affetto calma
Mai spera i goder, sin ch’ingannato
Viene amante schernito et ingannato.

Mentiti, contenti
Son veri tormenti
D’amante fedel.
Gran male è quel bene,
Son dardi quei guardi,
Che vibran per pene,
Bellezza crudel.
Mentiti, contenti…

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