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Claudio Rufa al flauto, Paolo Pandolfo alla viola da gamba e Rinaldo Alessandrini al clavicembalo eseguono due Concerti reali di François Couperin. Scritti per la corte di Luigi XIV di Francia e pubblicati nel 1722, questi Concerti offrono un esempio paradigmatico di quella sintesi tra gusto francese e italiano che Couperin definiva les goûts réunis. Più che di concerti nel senso italiano del termine, si tratta di suite di movimenti brevi, pensate per un’esecuzione flessibile e adattabile agli organici disponibili.
Il Terzo Concerto reale si distingue per un carattere raccolto e meditativo. La scrittura privilegia la finezza del dettaglio: ornamentazioni raffinate, linee melodiche flessibili e un dialogo costante tra le voci che conferisce alla musica un senso di intimità.
Il Quattordicesimo Concerto reale presenta un più marcato slancio ritmico. Qui l’influenza italiana emerge con maggiore evidenza, soprattutto nella vivacità dei movimenti più brillanti e nella chiarezza delle linee tematiche. Tuttavia Couperin mantiene sempre una misura espressiva tipicamente francese.