16/08 - 13.32
Nel primo pomeriggio ci dedichiamo alla polifonia rinascimentale con i Tallis Scholars diretti da Peter Phillips. Lo facciamo, in particolare, con una delle pagine che maggiormente dimostrano il magistero contrappuntistico del grande fiammingo Cipriano de Rore (1515 ca – 1565), la Missa Praeter rerum seriem.
Con questa composizione, che già i contemporanei riconoscevano come capolavoro, Cipriano rendeva un duplice omaggio. Il primo a Ercole II d’Este, di cui era al servizio tra il 1546 e il 1559.
Nella complessa architettura di questa composizione a sette parti, la voce più interna si distingue da tutte le altre poiché intona a valori lunghi, in tutte e cinque le sezioni dell’ordinarium (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei), la frase encomiastica «Hercules secundus, dux Ferrariae quartus, vivit et vivet». Il motto, peraltro, nelle sue apparizioni spesso stabilisce un legame significativo con il testo a cui di volta in volta si sovrappone. In questo modo, il nome del sovrano viene sottilmente associato a parole di lode (Gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam, Eius regni non erit finis ecc.; ancor più sottile nel Credo: … vivit et vivet / … propter nostram salutem) e di supplica (Kyrie eleison, Suscipe deprecationem nostram ecc.). Nel gioco di rimandi criptico-simbolici, il lessico del potere dell’Italia curiale cinquecentesca convergeva così con quello della tradizione compositiva fiamminga.
Il secondo omaggio andava a colui che lo aveva preceduto, cinquant’anni prima, alla direzione della cappella ducale, il grande Josquin Desprez (1450 ca – 1521). La messa di Cipriano prende a modello il monumentale mottetto a sei voci che Josquin compose stabilendo come architrave dell’edificio polifonico la sequenza mariana Praeter rerum seriem. La musica di Josquin fa da base alla composizione di Cipriano, mentre la salmodia gregoriana che Josquin aveva impiegato come cantus firmus, Cipriano la assegna ora al motto encomiastico. Il nesso musicale anche in questo caso sviluppa un piano simbolico: ribaltando i rapporti di derivazione del materiale musicale all’interno della composizione, Cipriano si dichiara degno erede (e rivale) dell’illustre maestro.
Ascoltiamo dunque il mottetto di Josquin e la messa di Cipriano nell’esecuzione dei Tallis Scholars.