11/08 - 18.21
Nel tardo pomeriggio vi facciamo ascoltare due pezzi per orchestra d’archi che Giuseppe Martucci (1856-1909) trascrisse nel 1893 da proprie composizioni per pianoforte solo. Sono il Momento musicale op. 64 n. 3 e la Serenata op. 57 n. 2. L’esecuzione è della Philharmonia Orchestra diretta da Francesco D’Avalos.
La figura di Martucci fu centrale per il rinnovamento della musica strumentale in Italia. Lasciando sostanzialmente da parte il melodramma, si avvicinò alla tradizione romantica di Schumann e Brahms, dalla quale prese le mosse per sviluppare il proprio stile personale. All’impianto austro-tedesco seppe infondere un’impronta italiana, visibile soprattutto nella cantabilità delle melodie che, pur conservando il taglio strumentale, lasciano intuire il gusto della generazione di Puccini.
L’influsso del romanticismo tedesco è evidente nel Momento musicale, mentre la Serenata lascia trasparire maggiormente una cantabilità italiana da lirica da camera. D’altronde, nella conduzione della linea melodica, Martucci sembra aver realizzato un corrispettivo “latino” della melodia infinita di Wagner, più diatonico e meno tortuoso nell’armonia. In entrambi i pezzi domina un’atmosfera di mite serenità, increspata di tanto in tanto da accenni di slancio che si dissolvono in ambrati profumi autunnali.