28/09 - 16.18
Ascoltiamo due Sinfonie di Brahms nell’esecuzione dei Wiener Philharmoniker diretti da Rafael Kubelik nel 1956 e nel 1957. Si tratta della Sinfonia n. 3 in fa maggiore op. 90 e della Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98, composte rispettivamente nel 1883 e nel 1884-85 a conclusione del ciclo sinfonico brahmsiano. Se le prime due avevano consolidato l’immagine di Brahms come legittimo erede di Beethoven, queste ultime testimoniano un linguaggio pienamente maturo, in cui la tensione tra classicismo formale e intensità romantica trova il suo punto più alto.
La Sinfonia n. 3 si distingue per compattezza e densità motivica: l’emblematica cellula iniziale (fa–la♭–fa), letta da alcuni come motto personale (“frei aber froh”), permea l’intera architettura. I quattro movimenti, tutti di respiro lirico, si chiudono in pianissimo, esprimendo una dimensione di intimità e di equilibrio interiore che segna una svolta rispetto all’eroismo delle prime due sinfonie.
La Sinfonia n. 4 è spesso considerata la vetta tragica e austera della produzione brahmsiana. Qui il compositore combina la severità del contrappunto con una forza drammatica quasi implacabile: emblematica la conclusione in forma di passacaglia, che rielabora un tema tratto da Bach in un grandioso affresco sinfonico.