30/09 - 14.14
Due momenti lontani ma intimamente connessi della tradizione pianistica viennese interpretati da Emil Gilels, uno dei massimi pianisti del Novecento.
In apertura, la Sonata in si bemolle maggiore K. 281 di Wolfgang Amadeus Mozart, composta nel 1774, mostra già la straordinaria maturità del giovane compositore: eleganza formale, mobilità ritmica e una scrittura pianistica di crescente complessità convivono con una cantabilità di limpida naturalezza. Gilels ne restituisce la struttura con un fraseggio nitido e un controllo del suono che evita ogni leziosità.
A seguire, le Quindici Variazioni e fuga in mi bemolle maggiore op. 35, “Eroica” di Ludwig van Beethoven, del 1802, spingono il principio della variazione verso una concezione monumentale: il tema, già utilizzato nel Prometeo e destinato a riemergere nella Sinfonia n. 3, viene sottoposto a una progressiva trasformazione fino alla fuga conclusiva.