23/10 - 19.59
Ascoltiamo Filius prodigus, Oratorio H. 399 di Marc-Antoine Charpentier nell’esecuzione de Les Arts Florissants dirette da William Christie.
Composto intorno al 1680, il Filius prodigus costituisce uno degli esempi più significativi di come la tradizione sacra italiana si innesti nel contesto francese con esiti di straordinaria originalità. L’oratorio, ispirato alla parabola evangelica del figliol prodigo, si colloca nel solco della drammaturgia spirituale tipica della Compagnie de Jésus, cui Charpentier fu strettamente legato.
L’uso raffinato dei recitativi, dei contrasti timbrici e delle sezioni corali consente all’autore di trasformare la narrazione biblica in un percorso psicologico di pentimento e redenzione. La scrittura vocale, intensamente declamatoria ma sempre aderente al testo, riflette la lezione del modello italiano – Carissimi, in particolare – filtrata attraverso la sensibilità francese per la chiarezza e la misura.
Già qui Charpentier mostra il pieno dominio del linguaggio concertante e della retorica degli affetti, in una sintesi in cui la spiritualità barocca si fa teatro dell’anima anticipando la profondità espressiva delle sue grandi opere sacre successive.