Franz Liszt in Italia

02/04 - 06.00

Apriamo il palinsesto di oggi con due pagine di Franz Liszt tratte da Années de Pélérinage, Troisième année, L’Italia. Al pianoforte Aldo Ciccolini.

Aux cyprès de la Villa d’Este II e Les jeux d’eau à la Villa d’Este ci introducono nella dimensione più tarda e visionaria di Franz Liszt, dove la scrittura pianistica si fa meditazione spirituale e ricerca timbrica. Un Liszt ormai lontano dalle scene del virtuosismo ottocentesco, proiettato verso una scrittura che anticipa sensibilità novecentesche per libertà armonica e ricerca del colore sonoro.

Nei due Aux cyprès, e in particolare nel secondo, Liszt abbandona ogni residuo virtuosistico per dar voce a una riflessione sulla morte e sulla trascendenza. Il pianoforte si trasforma in uno spazio sonoro rarefatto, attraversato da linee austere e da armonie che sembrano sospendere il tempo. I cipressi, simbolo funebre per eccellenza, diventano qui emblema di una contemplazione dolente ma composta, in cui la musica si avvicina a un’essenzialità quasi ascetica.

Di segno opposto, ma complementare, è Les jeux d’eau à la Villa d’Este, una delle pagine più celebri dell’ultimo Liszt. Ispirato alle fontane della villa tiburtina, il brano dispiega una scrittura luminosa e fluida, fatta di riflessi, tremolii e giochi di luce. Dietro l’apparente descrittivismo, tuttavia, si cela una dimensione simbolica più profonda: il fluire dell’acqua diventa immagine di purificazione e rinascita, sostenuta anche da un esplicito riferimento biblico.

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