25/07 - 21.56
Il pianista e compositore austriaco Friedrich Gulda interpreta le ultime tre Sonate di Ludwig van Beethoven in una registrazione del 1968. Si tratta dell’op.109, 110 e 111, termine dello straordinario percorso delle 32 sonate, anche se non ancora l’ultima parola dell’opera pianistica. Le tre Sonate nascono da un unico impulso creativo, come un solo grande progetto articolato in tre momenti organicamente complementari fra loro; d’altronde, era appunto questa l’idea concepita dall’autore quando ne proponeva all’editore Schlesinger la pubblicazione in un’unica uscita. Abbiamo qui l’estremo ripensamento del genere della sonata, che vede il principio dialettico del bitematismo ridimensionarsi a favore di una indagine più profonda, tutta svolta in una dimensione “verticale”, espressa dalle forme monotematiche della variazione e della fuga.
Venuto a mancare nel 2000, Gulda è noto per l’eclettismo e l’iconoclastia che ne hanno segnato la carriera. Celebre soprattutto per le sue esecuzioni beethoveniane, Gulda ha coltivato un grande interesse anche per il jazz e, dagli anni cinquanta in poi, ha scritto diversi brani.