15/02 - 11.55
Il Preludio al terzo atto da Parsifal di Richard Wagner nella trascrizione pianistica di Giuseppe Buonamici testimonia una prassi ottocentesca tanto diffusa quanto culturalmente significativa: quella di tradurre per tastiera i grandi affreschi sinfonico-operistici, rendendoli accessibili ai salotti, allo studio e alla diffusione domestica del repertorio. Pianista e compositore fiorentino, stimato da Liszt, Buonamici affronta la pagina wagneriana con rispetto filologico ma anche con sensibilità pianistica, cercando di restituire sulla tastiera la densità timbrica e la tensione spirituale dell’originale.
Il preludio, uno dei vertici contemplativi dell’ultimo Wagner, dispiega un clima di solenne trasfigurazione: temi di redenzione e sofferenza si intrecciano in un fluire armonico sospeso, qui concentrato in una scrittura che alterna corali possenti e filigrane mistiche. Nelle mani di Gregorio Nardi, interprete da sempre attento al repertorio raro e alle riscoperte italiane, la trascrizione di Buonamici acquista ulteriore rilievo: non semplice riduzione ma rilettura poetica capace di evocare, attraverso il solo pianoforte, la dimensione sacrale e visionaria del capolavoro wagneriano.