Hindemith dirige Hindemith

22/07 - 22.44

Ascoltiamo stasera due pagine di Paul Hindemith nell’interpretazione del compositore stesso alla testa dei Berliner Philharmoniker. Le registrazioni sono del 1955 e del 1957.

Konzertmusik op. 49 per pianoforte, ottoni e due arpe

Nel corso degli anni ‘20 Hindemith si interessò alla scrittura per formazioni strumentali ridotte; nacquero quindi i cicli delle sette Kammermusiken e delle quattro Konzertmusiken. Con quest’ultimo titolo Hindemith si richiamava allo stile concertante, procedimento compositivo tipico dell’epoca barocca secondo cui più compagini sonore entrano in dialogo fra loro, ora contrapponendosi ora compenetrandosi. Nel primo movimento dell’op. 49 s’instaura un sostanziale equilibrio fra il pianoforte, gli ottoni (4 corni, 3 trombe, 2 tromboni, tuba) e le due arpe, mentre nel secondo, in cui le arpe tacciono, assistiamo a un vero e proprio scontro frontale tra le prime due componenti. I due piani sembrano rifiutare ogni tipo di comunicazione reciproca: s’ignorano quando sovrapposti obtorto collo; se separati, sabotano l’uno il discorso dell’altro con una violenza e un sarcasmo tali da eguagliare le pagine più crude di Šostakovič. Agli antipodi, nel movimento successivo le due arpe e il pianoforte raggiungono un riuscitissimo impasto timbrico che conferisce una tinta arcaica al lirismo del tema e variazioni. Nell’ultima sezione Hindemith combina abilmente i procedimenti costruttivi apparsi in precedenza.

Sinfonia «Mathis der Maler»

La Sinfonia «Mathis der Maler» è una delle pagine più popolari del compositore di Hanau. Composta tra il 1933 e il 1934, attinge il materiale dall’omonima opera che Hindemith stava scrivendo sulle vicende del pittore noto come Matthias Grünewald (1480 ca.-1528). La scelta del soggetto costò cara: l’opera, incentrata su un artista la cui arte era stata bollata come «degenerata» e scritta da un compositore che avrebbe presto ricevuto lo stesso marchio, non poté essere rappresentata in Germania prima della fine del regime nazista. Fu solo grazie ai buoni uffici di Wilhelm Furtwängler che la sinfonia, invece, riuscì ad avere la prima esecuzione a Berlino nel 1934. Ciascun movimento si ispira a uno dei tre polittici realizzati da Grünewald per la complessa “macchina d’altare” del monastero di Issenheim: Concerto degli Angeli, Deposizione e Tentazioni di Sant’Antonio

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