15/04 - 22.20
In seconda serata ascoltiamo il Concerto in fa per pianoforte e orchestra di George Gershwin interpretato da Stefano Bollani con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Riccardo Chailly.
Con questa pagina del 1925 Gershwin firma una delle opere più riuscite nella sintesi tra linguaggio sinfonico e idiomi jazzistici, portando a piena maturazione il percorso inaugurato con Rhapsody in Blue. A differenza di quest’ultima, il Concerto nasce come partitura interamente orchestrata dall’autore, segnando un passo decisivo verso una scrittura più consapevole e strutturata.
Articolato nei tre movimenti tradizionali, il lavoro si apre con un Allegro energico e ritmicamente incisivo, in cui emergono subito le influenze del jazz e della musica urbana americana. Il secondo movimento, Adagio, introduce un’atmosfera notturna e sospesa, dominata da colori orchestrali raffinati e da una cantabilità intensa, spesso affidata agli strumenti a fiato. Il finale, Allegro agitato, riprende e amplifica l’energia iniziale in una scrittura brillante e virtuosistica, in cui il pianoforte dialoga con l’orchestra in modo serrato e spettacolare. Qui Gershwin unisce con naturalezza elementi colti e popolari, creando un linguaggio immediatamente riconoscibile.