10/11 - 15.40
Nel primo pomeriggio vi proponiamo il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore op. 19 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven con Murray Perahia al pianoforte e l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam diretta da Bernard Haitink.
Composto tra il 1787 e il 1795, ma pubblicato solo nel 1801, il Concerto n. 2 in si bemolle maggiore è, cronologicamente, il primo dei concerti pianistici di Beethoven, benché porti il numero d’opera successivo rispetto al più tardo Concerto in do maggiore op. 15. Quest’opera giovanile segna il punto d’incontro tra l’eredità mozartiana e l’affiorare di una personalità già fortemente individuale, destinata a ridefinire il genere concertante ottocentesco.
Il linguaggio del concerto riflette la formazione viennese di Beethoven e la sua ammirazione per Mozart, in particolare per il Concerto K. 595, ma l’impianto drammatico e la scrittura pianistica rivelano una concezione orchestrale più densa e un dialogo tra solista e orchestra più dialettico.
Nel primo movimento (Allegro con brio), il pianoforte emerge progressivamente dal tessuto orchestrale, segnando già una volontà di emancipazione solistica. L’Adagio, tra i più lirici e interiori della giovinezza beethoveniana, introduce una dimensione cantabile e meditativa che trascende il modello galante. Il Rondò. Molto allegro finale, vivace e ironico, rivela invece il gusto per la sorpresa e il contrasto ritmico che diverranno cifra del Beethoven maturo.