04/12 - 14.59
Questo pomeriggio vi proponiamo una pagina poco nota: il Concerto per violino, oboe, violoncello e orchestra in re maggiore di Antonio Salieri. I solisti Heinz Holliger all’oboe, Thomas Füri al violino e Thomas Demenga al violoncello saranno accompagnati dalla Camerata Bern, diretta dallo stesso Füri.
Salieri, nato a Legnago nel 1750, si era da poco trasferito a Venezia per continuare gli studi musicali quando nel 1766 lo notò Florian Leopold Gassmann, il Maestro di Cappella della corte viennese, che lo condusse con sé nella città austriaca. Lì, il giovane italiano diede inizio a una carriera brillante, che lo portò a essere stimato come uno dei maggiori compositori tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90 del Settecento. Autore prolifico di opere e musica sacra, si dedicò in minor misura a quella strumentale. Grande rilevanza ebbe anche la sua attività di didatta, se si considera che la lista dei suoi allievi annovera nomi come Cherubini, Beethoven, Czerny, Meyerbeer, Schubert e persino un giovanissimo Liszt.
Il Concerto per violino, oboe, violoncello e orchestra in re maggiore è il primo dei sei concerti solistici attribuiti a Salieri, tutti prodotti nell’intenso periodo di formazione con Gassmann fra il 1770 circa e il 1777. La compagine solistica – un unicum nella storia della musica – dialoga vivacemente con un’orchestra di archi, oboi e corni a coppie, fagotto e timpani. Quanto allo stile, se l’uso piuttosto limitato di un contrappunto elementare e l’esibizione di un virtuosismo un po’ fine a se stesso (specialmente nel Tema e variazioni del terzo e ultimo movimento) ancorano la composizione agli stereotipi dell’ambiente galante, l’attenzione alla differenziazione e al tempo stesso alla compattezza della forma nel primo movimento lascia trapelare, invece, una sensibilità preclassica.