03/11 - 06.00
Apriamo la programmazione odierna con due pagine per pianoforte solo di Claude Debussy – Suite Bergamasque e Pour le piano – nell’esecuzione di Cécile Ousset.
Composte a distanza di pochi anni ma appartenenti a fasi diverse del percorso creativo di Claude Debussy, la Suite bergamasque e Pour le piano offrono una sintesi dell’evoluzione del suo linguaggio pianistico: dal gusto ancora tardo-romantico e galante della giovinezza alla piena maturità impressionista, già proiettata verso il Novecento.
La Suite bergamasque, iniziata nel 1890 e rivista nel 1905, conserva nel titolo un’eco settecentesca e un richiamo alla poesia di Verlaine (“Clair de lune”, terzo movimento, ne cita direttamente il titolo). I quattro movimenti — Prélude, Menuet, Clair de lune e Passepied — fondono il gusto per la danza di corte e il colore timbrico impressionista, con una scrittura che suggerisce più che affermare, sospendendo la tensione armonica in un gioco di sfumature e chiaroscuri. Debussy vi esplora la memoria del passato filtrandola attraverso una sensibilità nuova, intimista e raffinata.
Con Pour le piano, completato nel 1901, il discorso cambia radicalmente: qui Debussy afferma con decisione una poetica pianistica autonoma, libera da modelli romantici e prossima alla ricerca timbrica delle Images e dei Préludes. Nei tre movimenti (Prélude, Sarabande, Toccata), la forma barocca viene evocata solo come pretesto: il contrappunto si fonde con armonie modali e sonorità percussive, il ritmo acquista un ruolo strutturale, e il pianoforte diventa un laboratorio di timbri e di luce.