14/07 - 14.43
Pubblicato nel 1910, il Primo libro dei Préludes di Claude Debussy costituisce uno dei vertici della letteratura pianistica del Novecento. I dodici brani, ciascuno introdotto da un titolo collocato significativamente alla fine della partitura, evocano paesaggi, atmosfere, figure e suggestioni poetiche senza mai indulgere nella descrizione narrativa: dalla misteriosa La cathédrale engloutie all’ironia di Minstrels, passando per la leggerezza di Les collines d’Anacapri e la delicata malinconia di Des pas sur la neige, Debussy affida al colore sonoro, all’armonia e al timbro il compito di suggerire mondi interiori più che immagini definite.
Nell’interpretazione di Aldo Ciccolini, uno dei maggiori pianisti italiani del Novecento e tra i più raffinati interpreti del repertorio francese, questi preludi trovano un equilibrio esemplare tra rigore formale e libertà poetica. Il tocco limpido, la cura delle sfumature dinamiche e la straordinaria sensibilità per il colore restituiscono tutta la modernità della scrittura debussiana, evitando ogni compiacimento impressionistico per mettere in luce la precisione architettonica e la ricchezza espressiva di una raccolta che continua a rappresentare una pietra miliare della musica per pianoforte.