08/09 - 15.40
Il confronto tra il Quartetto per archi in mi bemolle maggiore op. 74 “Le arpe” e il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 127 attraversa due momenti radicalmente diversi della parabola creativa di Ludwig van Beethoven.
Composto nel 1809, l’op. 74 appartiene alla fase centrale della produzione beethoveniana: il celebre pizzicato che percorre il primo movimento e che gli valse il soprannome di “Le arpe” è il tratto più riconoscibile di una partitura in cui energia drammatica, lirismo e sperimentazione formale convivono in un equilibrio ancora legato alla tradizione classica.
Quasi vent’anni più tardi, l’op. 127 inaugura invece la stagione degli ultimi quartetti. Composto nel 1824-25, è un’opera di straordinaria concentrazione, nella quale Beethoven dilata le forme, porta il dialogo tra i quattro strumenti verso una dimensione quasi metafisica. Accostare i due quartetti permette di seguire la trasformazione del pensiero musicale beethoveniano, dal classicismo inquieto della maturità alla libertà visionaria dell’ultimo stile.