28/03 - 19.14
Il Quartetto in sol maggiore D. 887 di Franz Schubert, composto nel 1826, è l’ultimo dei suoi quartetti per archi e uno dei vertici della musica da camera ottocentesca. Opera della piena maturità, nasce in un momento di intensa concentrazione creativa, a pochi anni dalla morte del compositore, e si distingue per una profondità espressiva e una radicalità formale che guardano ben oltre i confini del classicismo viennese.
Fin dall’imponente apertura, il quartetto rivela una scrittura segnata da contrasti estremi: violenti scarti dinamici, improvvisi mutamenti di carattere e un continuo oscillare tra slancio luminoso e ombre inquietanti. Questa tensione percorre l’intera partitura, dando vita a un discorso musicale ampio e imprevedibile.
Il secondo movimento, un Andante un poco moto, rappresenta il cuore espressivo dell’opera: una meditazione sospesa, attraversata da episodi di intensa drammaticità che interrompono una superficie apparentemente serena.
Lo Scherzo, nervoso e incalzante, accentua ulteriormente il senso di instabilità, mentre il Finale, con il suo moto perpetuo, conduce a una conclusione di energia febbrile.
L’esecuzione che abbiamo scelto per voi è quella del Quartetto Italiano.