Il Quartetto in do diesis minore op. 131 di Beethoven

06/02 - 21.44

In seconda serata trasmettiamo il Quartetto in do diesis minore op. 131 di Ludwig van Beethoven nell’esecuzione del Quartetto Amadeus in una registrazione del 1963.

Composto nel 1826, il Quartetto op. 131 è uno dei vertici dell’ultima produzione beethoveniana e una delle opere più radicali e influenti dell’intera storia della musica da camera. Articolato in sette movimenti eseguiti senza soluzione di continuità, il quartetto infrange ogni convenzione formale, costruendo un arco espressivo unitario di impressionante coerenza e profondità.

L’opera si apre con una fuga lenta di austera concentrazione, da cui scaturisce un percorso che alterna intimità lirica, asperità ritmiche, momenti di danza e improvvise accensioni drammatiche. Il linguaggio armonico, audacissimo, e la densità contrappuntistica anticipano sviluppi che troveranno pieno riconoscimento solo nel tardo Romanticismo e oltre. Beethoven stesso considerava l’op. 131 tra le sue creazioni più riuscite, e non a caso Schubert, dopo averlo ascoltato, si chiese “che cosa resta da scrivere dopo questo?”.

Eseguito per la prima volta nel 1828, un anno dopo la morte del compositore, il quartetto fu inizialmente accolto con sconcerto, per essere poi riconosciuto dalla critica come un capolavoro assoluto. Ha esercitato un’influenza profonda su generazioni di compositori, da Brahms a Bartók, e rimane una pietra miliare del repertorio quartettistico, banco di prova supremo per gli interpreti e vertice della visione beethoveniana dell’arte come necessità interiore.

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