22/05 - 23.24
Dimitri Šostakovič si era proposto di scrivere ventiquattro Quartetti per archi in diverse tonalità ma il progetto si fermò al Quartetto n. 15 in mi bemolle minore op. 144. A differenza di quanto accadeva nelle Sinfonie, predilette dal regime sovietico per autocelebrarsi, nelle partiture per organici piccoli e destinate a luoghi d’esecuzione dalle dimensioni ridotte, Šostakovič ha potuto sviluppare la sua ricerca musicale più autentica, attratta dalle avanguardie e dal jazz. Nei numerosi Quartetti ha potuto utilizzare le serie dodecafoniche e i cromatismi più estremi senza incorrere nelle maglie della censura. Proprio per questa funzione di laboratorio sfuggito alle maglie della censura la musica da camera del compositore forse più bastonato dal regime sovietico rimane così importante.
Stasera ascoltiamo il Quartetto n. 10 in la bemolle maggiore op. 118 nell’esecuzione del Quartetto Emerson registrata nel 1998.