26/02 - 15.04
Il Quintetto con pianoforte in do maggiore, opera postuma di Nikolai Medtner, rappresenta il testamento cameristico di un autore appartato e rigoroso, fra i più originali del primo Novecento russo. Iniziato nei primi anni del secolo e portato a compimento solo nel 1948, poco prima della morte, il Quintetto attraversa idealmente l’intero arco creativo di Medtner, riassumendone poetica e visione formale.
Strutturato in tre ampi movimenti, il lavoro si distingue per la densità tematica e per la concezione ciclica del materiale, che ritorna trasformato nel corso dell’opera secondo un principio di coerenza interna tipico del compositore. Il pianoforte — strumento d’elezione di Medtner, grande virtuoso e amico di Sergej Rachmaninov — dialoga con gli archi in un intreccio serrato, dove il contrappunto e l’elaborazione motivica prevalgono su ogni facile effetto.
L’atmosfera, intensamente lirica ma al tempo stesso austera, riflette l’adesione di Medtner a un ideale classico-romantico, distante dalle avanguardie del suo tempo. Accolto con crescente interesse nella riscoperta novecentesca del compositore, il Quintetto in do maggiore si impone oggi come una delle sue pagine più alte. L’ascoltiamo nell’esecuzione del pianista Dmitri Alexeev con il New Budapest Quartet.