Il Quintetto in fa maggiore op. 41 n. 2 G. 347 di Boccherini

09/05 - 06.00

Apriamo il palinsesto di oggi con il Quintetto in fa maggiore op. 41 n. 2 G. 347 di Luigi Boccherini nell’esecuzione del Quintetto Boccherini.

Questa pagina appartiene alla piena maturità di Luigi Boccherini e riflette quella raffinata cultura cameristica che il compositore sviluppò tra la Spagna e l’Italia nella seconda metà del Settecento. Come in gran parte della sua produzione, anche qui Boccherini adotta l’organico del quintetto con due violoncelli, soluzione che gli consente di valorizzare in modo particolare lo strumento di cui era virtuoso.

Fin dal primo movimento emerge una scrittura elegante e cantabile, in cui le linee si intrecciano con naturalezza, evitando contrasti eccessivi a favore di un equilibrio luminoso. Il dialogo tra gli strumenti è continuo e fluido, con una distribuzione delle parti che privilegia la conversazione più che la gerarchia.

I movimenti centrali offrono momenti di maggiore intimità: la cantabilità si fa più raccolta, e il tessuto armonico si arricchisce di sfumature che rivelano una sensibilità già proiettata oltre il classicismo più codificato. Non mancano tuttavia episodi di vivacità ritmica e di gusto quasi danzante, che ricordano il contesto spagnolo in cui Boccherini operava.

Il ruolo del violoncello, spesso portato in primo piano, conferisce all’insieme una particolare profondità timbrica, senza mai appesantire la trama. Ne risulta una musica che unisce grazia e invenzione, leggerezza e sottile complessità.

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