06/12 - 18.50
Vi proponiamo il Quintetto in do maggiore op. 45 per pianoforte e archi di Giuseppe Martucci, eseguito dal Quintetto Five Lines.
Giuseppe Martucci, nato a Capua nel 1856, studiò a Napoli composizione e pianoforte, strumento per il quale fu apprezzato concertista già dall’infanzia e di cui ottenne la cattedra al conservatorio partenopeo a soli 24 anni. Dal 1886 fu direttore del Conservatorio di Bologna, dove ebbe fra i suoi allievi Ottorino Respighi, e poi, dal 1902, di quello di Napoli. Si dedicò con successo anche alla direzione d’orchestra, attività che lo vide impegnato nella prima esecuzione italiana del Tristano e Isotta nel 1888 a Bologna.
Il suo catalogo comprende un centinaio di pezzi: alcune composizioni orchestrali, tra le quali spiccano due sinfonie e due concerti per pianoforte e orchestra, alcuni brani cameristici, tra cui due trii per archi e una sonata per violoncello e pianoforte, e una considerevole mole di musica pianistica; la musica vocale è rappresentata solamente da un oratorio e da alcune romanze per voce e pianoforte.
La sua figura fu centrale per il rinnovamento della musica strumentale in Italia. Trascurando del tutto il melodramma, si avvicinò invece alla tradizione romantica di Schumann e Brahms, dalla quale partì per sviluppare il suo stile personale. All’impianto austro-tedesco, infatti, seppe infondere un’impronta italiana, visibile soprattutto nella cantabilità delle melodie che, pur conservando il taglio strumentale, adombrano già il gusto della generazione di Puccini. Una musica fresca perché inedita, dunque, come quella del Quintetto op. 45, composto nel 1877 per il concorso bandito dalla Società del Quartetto di Milano, di cui si aggiudicò il primo premio.