08/07 - 15.40
Nel primo pomeriggio vi proponiamo il Requiem K 626, l’opera più nota nella produzione di musica sacra di Wolfgang Amadeus Mozart. L’esecuzione che abbiamo scelto oggi per voi è quella della The Philharmonia Chorus & Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini con Horst Neumann alla guida del coro. Le voci soliste sono quelle del soprano Lynne Dawson, del contralto Jard van Nes, del tenore Keith Lewis e del basso Simon Estes.
La composizione di questa pagina, rimasta incompiuta per la morte dell’autore, è stata avvolta nella leggenda durante il periodo romantico. Le testimonianze storiche ci dicono che nell’estate del 1791 un nobile rimasto prematuramente vedovo, il conte Walsegg, commissionò a Mozart un Requiem di cui il committente intendeva attribuirsi la paternità. Alla morte del compositore, il 5 dicembre, la vedova Constanze, in difficoltà economiche, fece completare la partitura a Franz Xaver Süssmayr, allievo del marito, coadiuvato da altri due allievi, Joseph Eybler e Franz Jakob Freystädtler. Così poté consegnarla al committente e riscuotere il compenso pattuito senza rivelare gli interventi degli allievi.
Delle dodici parti in cui si articola il Requiem soltanto la prima (Introitus e Kyrie) è interamente autografa di Mozart. Nelle parti successive fino alla nona solamente la linea del basso, quelle delle voci e qualche indicazione di strumentazione sono di Mozart. Le ultime tre parti furono scritte interamente da Süssmayr, forse utilizzando appunti di Mozart. Nonostante questo il Requiem è un capolavoro.