Il Requiem di Mozart

05/12 - 20.30

Nel 234° anniversario della morte di Wolfgang Amadeus Mozart, trasmettiamo stasera il Requiem in re minore K. 626.

Com’è noto, il K. 626 è l’ultima composizione del catalogo del Salisburghese, che iniziò a scriverla nell’autunno del 1791. Altrettanto noto è che la morte lo rapì prima che la partitura potesse essere finita. Si stima che solo due terzi circa di ciò che è conosciuto come «il Requiem di Mozart» sia effettivamente opera di Mozart: l’Introitus e il Kyrie tutti, completi di orchestrazione; la Sequentia solo le parti vocali e il basso, con accenni sporadici degli altri strumenti, fino al Lacrimosa, che si interrompe bruscamente dopo le prime otto battute; voci e basso anche nell’Offertorium, composto praticamente in articulo mortis.

Il resto, dopo un tentativo fallito di musicare la Sequenza da parte dell’allievo Joseph Eybler, arrestatosi – compos sui – appena due battute dopo gli ultimi segni tracciati dal Maestro, fu portato a termine da un altro allievo, Franz Xaver Süßmayr. Egli completò l’orchestrazione dei pezzi già abbozzati e compose Sanctus, Benedictus, Agnus Dei e Communio riutilizzando il più possibile la musica dei numeri precedenti. In questa foggia, quella in cui lo ascoltiamo oggi, fu eseguito per la prima volta il 2 gennaio 1793, in un concerto organizzato in favore della vedova e dei figli di Mozart a opera del barone Gottfried van Swieten.

L’esecuzione è della Staatskapelle di Dresda e del Coro della Radio di Lipsia diretti da Peter Schreier. Solisti Margaret Price, Trudeliese Schmidt, Francisco Araiza e Theo Adam.

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