31/05 - 18.40
Questo pomeriggio trasmettiamo il Requiem in re minore K. 626, l’ultima composizione del catalogo di Mozart, che iniziò a scriverla nell’autunno del 1791. Altrettanto noto è che la morte lo rapì prima che la partitura potesse essere finita. Si stima che solo due terzi circa di ciò che è conosciuto come “il Requiem di Mozart” sia effettivamente opera di Mozart: l’Introitus e il Kyrie tutti, completi di orchestrazione; la Sequentia solo le parti vocali e il basso, con accenni sporadici degli altri strumenti, fino al Lacrimosa, che si interrompe bruscamente dopo le prime otto battute; voci e basso anche nell’Offertorium, composto praticamente in articulo mortis.
Il resto, dopo un tentativo fallito di musicare la Sequenza da parte dell’allievo Joseph Eybler, arrestatosi appena due battute dopo gli ultimi segni tracciati dal Maestro, fu portato a termine da un altro allievo, Franz Xaver Süßmayr. Egli completò l’orchestrazione dei pezzi già abbozzati e compose Sanctus, Benedictus, Agnus Dei e Communio riutilizzando il più possibile la musica dei numeri precedenti. In questa foggia, quella in cui lo ascoltiamo oggi, fu eseguito per la prima volta il 2 gennaio 1793, in un concerto organizzato in favore della vedova e dei figli di Mozart a opera del barone Gottfried van Swieten.
L’edizione che abbiamo scelto oggi per voi è quella della English Chamber Orchestra diretta da Daniel Baremboim con il John Alldis Choir e le voci soliste del soprano Sheila Armstrong, del contralto Janet Baker, del tenore Nicolai Gedda e del basso baritono Dietrich Fischer-Dieskau.