22/04 - 06.00
Anche oggi apriamo la nostra programmazione con Johann Sebastian Bach, di cui ascoltiamo il Secondo volume del Clavicembalo ben temperato nell’esecuzione di Pierre-Laurent Aimard.
Intorno al 1742 Johann Sebastian Bach porta a compimento uno dei progetti più emblematici della storia della musica occidentale. Se il primo volume aveva già mostrato le potenzialità del sistema temperato, questo secondo ciclo ne amplia e approfondisce la prospettiva, offrendo una sintesi ancora più matura di rigore contrappuntistico e libertà espressiva.
La struttura resta invariata: ventiquattro coppie di preludi e fughe, una per ciascuna tonalità maggiore e minore. Ma rispetto al primo libro, il secondo volume si distingue per una maggiore varietà di scrittura e per una più marcata complessità stilistica. I preludi si presentano come un vero e proprio laboratorio di forme — dalla danza alla toccata, dall’invenzione alla scrittura arpeggiata — mentre le fughe esplorano soluzioni contrappuntistiche sempre diverse, spesso di grande raffinatezza tecnica.
Ciò che colpisce è l’equilibrio tra dimensione didattica e profondità artistica: ogni pagina può essere letta come esercizio, ma al tempo stesso vive di una propria necessità espressiva. Il linguaggio appare più disteso e talvolta più intimo rispetto al primo libro, con momenti di intensa cantabilità accanto a costruzioni di straordinaria densità polifonica. Ne emerge un affresco di sorprendente coerenza e varietà, destinato non solo alla tastiera, ma all’intera storia della musica.