22/02 - 15.40
Karl Böhm dirige i Berliner Philharmoniker nell’esecuzione della Sinfonia n. 5 e della Sinfonia n. 6 di Franz Schubert.
L’accostamento tra la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D. 485 e la Sinfonia n. 6 in do maggiore D. 589 consente di cogliere due volti complementari del giovane Schubert nel momento in cui assimila la lezione classica trasformandola con una voce già inconfondibile.
Composta nel 1816, la Quinta Sinfonia guarda apertamente a Mozart: organico leggero, scrittura tersa, eleganza formale. Ma sotto l’apparente semplicità affiora una cantabilità tutta schubertiana, un fluire melodico naturale che conferisce all’opera un carattere intimo e luminoso. È una sinfonia di misura e trasparenza, dove l’equilibrio classico si carica di una nuova, dolce interiorità.
Di segno più espansivo la Sesta Sinfonia (1817–18), talvolta definita “piccola in do” per distinguerla dalla grande sinfonia tarda nella stessa tonalità. Qui Schubert amplia l’organico e il respiro, accogliendo influssi rossiniani nei ritmi brillanti e nello slancio teatrale del finale. Il linguaggio resta ancorato alla tradizione haydniana, ma si anima di colori orchestrali più vivaci e di una vitalità quasi festosa.