La Cantata di Igor Stravinskij

03/03 - 22.20

Composta tra il 1951 e il 1952, la Cantata per soprano, tenore, coro femminile e piccolo ensemble strumentale di Igor Stravinskij occupa un posto singolare nel catalogo del compositore: un’opera che guarda all’Inghilterra elisabettiana e al tempo stesso rivela la lucidità strutturale del suo ultimo periodo creativo.

Stravinskij sceglie testi anonimi inglesi del XV e XVI secolo, alternando liriche amorose e un intenso lamento funebre (Lyke-Wake Dirge). L’organico ridotto – fiati, arpa, archi e percussioni leggere – crea un tessuto sonoro trasparente, nel quale le voci si stagliano con nitidezza quasi scultorea. La scrittura corale, affidata a sole voci femminili, alterna austera verticalità e raffinato intreccio contrappuntistico, mentre le parti solistiche si muovono in una linea espressiva sorvegliata, mai indulgente.

Siamo negli anni in cui Stravinskij si avvicina alla tecnica seriale, ma la Cantata non rinuncia a una dimensione modale e arcaizzante: il risultato è un equilibrio tra memoria del passato e modernità del linguaggio. L’ascoltiamo nell’esecuzione del soprano Carolyn Sampson, del tenore Jan Kobow, del RIAS Kammerchor e Musikfabrik diretti da Daniel Reuss.

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