02/03 - 12.40
La Cappella Amsterdam diretta da Daniel Reuss accosta due pagine sacre di Igor Stravinskij che, pur lontane nel linguaggio, condividono una tensione spirituale intensa e rigorosa.
Il Pater noster (Otche Nash), nella versione del 1949 su testo slavo ecclesiastico, appartiene al gruppo delle brevi composizioni liturgiche che Stravinskij concepì inizialmente per l’uso ortodosso. La scrittura è essenziale, spoglia, quasi arcaica: linee vocali compatte, declamazione sillabica e un senso di austera concentrazione.
Di tutt’altra ampiezza Threni, id est Lamentationes Jeremiae Prophetae (1958), monumentale affresco per solisti, coro e orchestra. Qui Stravinskij abbraccia la tecnica dodecafonica, piegandola a una concezione severa e liturgica del testo biblico. La struttura è complessa, scandita da sezioni corali di grande forza espressiva, dove il contrappunto e la ricerca timbrica si uniscono a una drammaticità trattenuta ma penetrante.
La Cappella Amsterdam, con la sua purezza d’intonazione e la precisione analitica del fraseggio, restituisce entrambe le opere con nitidezza e intensità, mettendo in luce il filo rosso che lega l’ascesi del Pater noster alla grandiosa meditazione di Threni: due volti di una stessa spiritualità stravinskiana.