24/07 - 16.02
È un monumento in cui s’intrecciano arcaismo e modernità la Messa in si minore BWV 232 di Johann Sebastian Bach. Pubblicato solo nel 1845, l’autografo riunisce brani scritti tra il 1724 e il 1749 e mai pensati per un’esecuzione unitaria. La cronologia fissa al 1724 la composizione del Sanctus. Nel 1733 Bach inviò a Federico Augusto II il Kyrie e il Gloria. Il Credo, l’Osanna, il Benedictus, l’Agnus Dei e il Dona nobis sarebbero stati scritti tra il 1747 e il 1749. In quegli anni tutti i materiali vennero riuniti in un unico manoscritto.
Ascoltiamo la Messa in si minore BWV 232 nell’esecuzione dei Tokyo Opera Singers e della Saito Kinen Orchestra diretti da Seiji Ozawa. Le voci soliste sono di Barbara Bonney e Angelika Kirschschlager (soprani), John-Mark Ainsley (tenore) e Alastair Miles (basso).