19/01 - 21.37
In seconda serata dedichiamo spazio alla musica di Alexander Borodin, di cui ascoltiamo la Petite Suite e il Quartetto n. 2 in re maggiore.
Le due opere di Aleksandr Borodin qui accostate offrono un ritratto particolarmente eloquente di uno dei compositori più affascinanti del panorama russo ottocentesco, capace di coniugare rigore formale, cantabilità lirica e un inconfondibile senso del colore.
La Petite Suite del 1885 – che vi proponiamo nell’esecuzione del pianista Aldo Ciccolini in una registrazione del 1956 – è una raccolta di brevi pezzi pianistici che rivela il lato più intimo e poetico di Borodin. Lontana da ogni monumentalità sinfonica, la Suite si muove in un clima elegante e raccolto, fatto di danze stilizzate, episodi lirici e delicate suggestioni timbriche. In queste pagine emerge una scrittura pianistica raffinata, in cui la semplicità apparente nasconde una cura armonica sottile e una spiccata sensibilità melodica.
Di altro respiro è il Quartetto n. 2 in re maggiore del 1881, uno dei capolavori assoluti della musica da camera dell’Ottocento russo che vi proponiamo nell’esecuzione del Quartetto Italiano in una registrazione del 1968. Celebre soprattutto per il Notturno del terzo movimento, pagina di struggente cantabilità, il Quartetto è attraversato da un clima di serenità luminosa, insolito rispetto alle tensioni drammatiche di molta musica coeva.
Accostate, la Petite Suite e il Quartetto n. 2 mostrano due volti complementari di Borodin: il miniaturista elegante e il grande lirico cameristico. In entrambi i casi, la musica colpisce per la sua immediatezza comunicativa e per quella qualità melodica che ha reso Borodin una voce unica all’interno del romanticismo europeo.