22/03 - 15.40
Nel primo pomeriggio ascoltiamo la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Piotr Ilijč Čajkovskij eseguita dalla Boston Symphony Orchestra diretta da Pierre Monteux in una registrazione del 1958.
Composta nel 1888, questa Sinfonia rappresenta uno dei vertici della maturità creativa del compositore russo e un nodo espressivo centrale nella sua riflessione sul destino. Dopo un periodo di profonda crisi personale e artistica, Čajkovskij torna alla forma sinfonica con un’opera attraversata da un’idea ciclica forte: il cosiddetto “tema del fato”, che percorre l’intera partitura trasformandosi da cupa rassegnazione a luminosa affermazione.
L’apertura, affidata ai clarinetti in registro grave, introduce un’atmosfera di mesta introspezione che si sviluppa in un primo movimento denso e drammatico. Il celebre Andante cantabile offre uno dei momenti lirici più intensi del repertorio sinfonico ottocentesco, con l’assolo del corno che si distende su un tappeto orchestrale per poi essere interrotto da ritorni inquietanti del tema ciclico.
Il terzo movimento, un valzer, sostituisce il tradizionale scherzo con una leggerezza solo apparente, mentre il Finale conduce a una risoluzione controversa: la trasformazione del tema del fato in una marcia trionfale in mi maggiore è stata letta tanto come vittoria quanto come forzata imposizione di ottimismo.