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Trasmettiamo la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Antonín Dvořák, nell’esecuzione dei Berliner Philharmoniker diretti da Rafael Kubelik.
Eseguita per la prima volta a Praga il 2 febbraio 1890 sotto la direzione dell’autore, la sinfonia divise gli ascoltatori: molto apprezzata a Londra, dove fu pubblicata, ricevette critiche soprattutto a Vienna. Johannes Brahms, ad esempio, che pur stimava il collega ceco, disapprovò la costruzione, a suo giudizio «troppo frammentaria, con troppi elementi secondari […] e nessun contenuto principale». Ne riconobbe, però, la bellezza e la ricchezza delle melodie, elementi che, insieme agli affascinanti colori orchestrali, hanno garantito all’Ottava un posto stabile nel repertorio.
Quelle che Brahms aveva individuato come carenze strutturali, rispondevano a un’effettiva intenzione da parte di Dvořák, ormai nel pieno della maturità artistica, di sottrarsi in questo lavoro al trattamento tradizionale delle forme sinfoniche. Ciò non significava di certo uno scardinamento della tradizione, come si intuisce dal tipico taglio in quattro movimenti (Allegro con brio, Adagio, Allegretto grazioso, Allegro ma non troppo), ma piuttosto la messa a frutto delle esperienze derivanti dal genere che aveva dominato la musica strumentale negli anni ’50 e ’60 dell’Ottocento: il poema sinfonico. La sostanza di questa sinfonia, dunque, pur non costituendo un vero e proprio programma, è esplicitamente votata all’effusione poetica di un contenuto prevalentemente lirico, che alterna alla libera profusione melodica l’evocazione di paesaggi naturali o di danze paesane, toccando un tono più intimo ed elegiaco nell’Adagio.