La Sonata D. 894 di Franz Schubert

16/08 - 17.41

Composta nell’ottobre 1826, la Sonata in sol maggiore op. 78, D. 894 di Schubert costituisce un ponte tra la produzione precedente e le ultime tre grandi sonate D. 958–60. È talvolta designata come Sonata-Fantasia, nome che le assegnò il primo editore Tobias Haslinger per favorirne le vendite presso un pubblico sempre più orientato verso le stravaganze dernier cri della fantasia romantica.

Tuttavia, si può forse intuire un fondo di verità nella trovata pubblicitaria di Haslinger – il quale, compositore anch’egli nonché amico personale di Beethoven, non era di certo uno sprovveduto. Se è vero che il materiale musicale prende forma nei modi consueti di una sonata, si può rintracciare invece un andamento fantastico nel trattamento del contenuto spirituale, che non segue schemi tradizionali. Esso è tutto desunto dal primo movimento (Molto moderato e cantabile), in cui si alternano meditazioni intime ed echi di balli mondani. Le prime vengono riprese nel successivo Andante, mentre i secondi acquistano sembianze concrete nel valsant Menuetto. Allegro moderato – Trio.

Su tutto incombe l’ombra della morte, alla quale Schubert ormai sapeva di essere condannato da quando tre anni prima erano comparsi i primi, inesorabili sintomi della sifilide. La contrapposizione tra i due princìpi, la vita e la morte, il bene e il male – scontro che si svolge tutto nell’animo del musicista: di qui il tono elegiaco e non il titanismo di un Beethoven, che invece proietta la propria sofferenza su uno sfondo universale – attraversa quasi tutta la produzione matura di Schubert, con esiti vari. In questa sonata si risolve a favore del primo, come indica il carattere danzante dell’ultimo movimento (Allegretto). È nell’atmosfera conviviale e spensierata di una delle tante serate trascorse in compagnia degli amici più cari che lo strazio interiore di Schubert trova qui sollievo.

La Sonata piacque ai contemporanei, e in particolar modo a Robert Schumann, che la giudicava «compiuta nella forma e nello spirito. Qui tutto è organico, tutto respira la stessa vita». Un ampio respiro dà alla Sonata, soprattutto al primo movimento, Sviatoslav Richter, di cui ascoltiamo l’interpretazione in una registrazione del 1989.

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