09/03 - 06.00
Apriamo il palinsesto di oggi con la Sonata per violino e pianoforte di Maurice Ravel nell’esecuzione di Frank Peter Zimmermann al violino e di Alexander Lonquich al pianoforte.
Composta tra il 1923 e il 1927, questa Sonata è una delle pagine cameristiche più originali della maturità del compositore francese. Presentata nel 1927 con lo stesso Ravel al pianoforte e il violinista Georges Enescu, l’opera riflette una concezione del rapporto tra i due strumenti fondata sull’autonomia e sul contrasto timbrico, piuttosto che sulla fusione romantica tradizionale.
La Sonata si articola in tre movimenti. Il primo (Allegretto) dispiega con eleganza il linguaggio limpido e distillato tipico dell’ultimo Ravel. Il secondo, celebre Blues, introduce nel contesto cameristico suggestioni della musica afroamericana allora molto diffusa a Parigi: il violino imita inflessioni e glissandi del jazz, mentre il pianoforte accompagna con ritmi sincopati e armonie pungenti. Il finale (Perpetuum mobile) è invece un vortice di energia e precisione ritmica, costruito su una scrittura virtuosistica di straordinaria leggerezza.