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La Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore op. 65, composta tra il 1845 e il 1846 e pubblicata nel 1847, occupa un posto singolare nella produzione di Frédéric Chopin. Ultima opera da lui compiuta, dedicata all’amico violoncellista Auguste Franchomme, la Sonata nasce da un lungo lavoro di elaborazione e revisione.
La scrittura mette i due strumenti in un rapporto di autentica reciprocità, superando il modello della semplice parte accompagnata. Particolarmente significativo è il Largo, pagina di intensa concentrazione lirica, mentre il finale, un Allegro, riporta in primo piano energia ritmica e tensione contrappuntistica.
Nell’op. 65 la complessità della tessitura diventa il mezzo attraverso cui Chopin porta il proprio linguaggio verso una dimensione severa e strutturalmente ambiziosa. L’ascoltiamo nell’esecuzione di Janos Starker al violoncello e di György Sebok al pianoforte in una registrazione del 1962.