La Valse di Maurice Ravel

28/07 - 07.15

Maurice Ravel scrisse La Valse tra il 1919 e il 1920 come poème chorégraphique in omaggio al valzer viennese di Johann Strauss. Ma la partitura si è trasformata in una riflessione di ben più ampio respiro sul tramonto di un’intera civiltà, all’indomani della Prima guerra mondiale. La versione per due pianoforti, realizzata dallo stesso Ravel, mette in evidenza con straordinaria chiarezza l’architettura della composizione e la complessità della sua scrittura.

Da un’atmosfera inizialmente indistinta emerge gradualmente il ritmo del valzer, che acquista via via slancio fino a una vertiginosa accelerazione finale. Ma dietro l’eleganza della danza si insinuano tensioni armoniche, deformazioni ritmiche e improvvise lacerazioni che conducono a un epilogo di travolgente violenza. Privata del fascino seduttivo dell’orchestra, questa versione – che vi proponiamo nell’esecuzione di Martha Argerich e Nelson Freire – rivela con ancora maggiore evidenza il controllo della forma e la sottile ambiguità di una partitura sospesa tra celebrazione e disgregazione, tra nostalgia e inquietudine.

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