L’arte di Arturo Benedetti Michelangeli

13/01 - 06.00

Apriamo il palinsesto odierno con un’antologia pianistica di registrazioni storiche dedicata all’arte di Arturo Benedetti Michelangeli.

Figura schiva e leggendaria, Benedetti Michelangeli ha incarnato come pochi altri l’ideale di un pianismo assoluto, fondato su un controllo tecnico quasi sovrumano e su una concezione del suono intesa come materia da scolpire con precisione millimetrica.
Formatosi giovanissimo in Italia, Michelangeli si impose presto all’attenzione internazionale, ma scelse consapevolmente una carriera selettiva, fatta di poche apparizioni pubbliche e di un repertorio ristretto, studiato fino all’estremo. In ogni esecuzione ricercò una purezza formale e timbrica che spesso ribaltava le consuetudini interpretative, rivelando strutture nascoste e inedite trasparenze sonore.
Il suo suono, celebre per la lucidità cristallina e l’assenza apparente di peso, era il risultato di un lavoro ossessivo sul tocco, sull’equilibrio tra le voci e sul rapporto con lo strumento. Una tensione alla perfezione che, lungi dall’essere algida, generava una tensione poetica che ha segnato generazioni di ascoltatori e di pianisti.

Ne sono un’eloquente testimonianza le esecuzioni che vi proponiamo stamani: Allegro di Pellegrino Tomeoni, Presto dalla Sonata in si bemolle maggiore di Baldassarre Galuppi, la Sonata in do minore K. 11 di Domenico Scarlatti, il Concerto italiano BWV 971 di Johann Sebastian Bach, il Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra Hob. XVIII:11 di Franz Joseph Haydn e il Concerto in la minore op. 16 per pianoforte e orchestra di Edvard Grieg.

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