L’arte di Jascha Heifetz

08/07 - 20.30

Dedichiamo la nostra prima serata all’arte di Jascha Heifetz, violinista lituano naturalizzato statunitense considerato tra i più grandi interpreti del Novecento. Lo ascoltiamo come solista in due Concerti per violino e orchestra registrati negli anni ’50 del secolo scorso con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Fritz Reiner. Le partiture eseguite da Heifetz sono due unicum nella produzione dei loro autori, entrambe scritte nel 1878, entrambe in re maggiore.
Il primo che ascoltiamo è il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77 scritto da Johannes Brahms confrontandosi con Joseph Joachim, suo amico fraterno e autorevole violinista, dedicatario e primo esecutore del Concerto. L’articolazione è quella classica in tre movimenti − Allegro – Adagio – Allegro − secondo il modello del Concerto op. 61 di Beethoven, anch’esso in re maggiore.
A seguire ecco il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Piotr Ilijč Čajkovskij, ultima composizione di rilievo prima di una lunga crisi creativa. Alla prima esecuzione a Vienna nel 1881 la critica non gradì l’allontanamento di Čajkovskij dagli schemi formali canonici. In effetti questa pagina presenta una struttura tanto libera da far parlare di sperimentalismo. A questo si aggiunga la debordante fantasia melodica – in seguito apprezzata da Stravinskij – di chiara matrice slava.

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