30/03 - 20.30
Oggi dedichiamo la prima serata a tre Sonate di Alexander Skrjabin eseguite da Sergio Fiorentino e da Sviatoslav Richter. Il leggendario pianista napoletano esegue la Sonata n. 2 in sol diesis minore op. 19 “Sonata-Fantasy” e la Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30 in registrazione dal vivo effettuate a Berlino nel 1994 e nel 1995. Richter, dal canto suo, interpreta la Sonata n. 5 in fa diesis minore op. 53 in una registrazione effettuata in Italia nel 1962.
Un ascolto che consente di seguire, quasi in presa diretta, l’evoluzione di uno dei linguaggi più visionari del primo Novecento. Il percorso traccia infatti una parabola che va dal tardo romanticismo a una dimensione sempre più rarefatta e mistica.
La Sonata n. 2, composta tra il 1892 e il 1897, è ancora radicata in un immaginario naturalistico e lirico: articolata in due movimenti, evoca – secondo le parole dello stesso Skrjabin – il mare, con il suo alternarsi di quiete e slancio. La scrittura pianistica, fluida e ricca di sfumature, traduce in suono una sensibilità ancora debitrice di Frédéric Chopin, ma già protesa verso un linguaggio più personale.
Con la Sonata n. 4 (1903), la forma si concentra e si tende verso una maggiore unità espressiva: i due movimenti, eseguiti senza soluzione di continuità, delineano un percorso ascensionale, culminante in un’estasi luminosa. Qui il pianismo si fa più audace, con armonie sospese e una scrittura che tende alla smaterializzazione.
La Sonata n. 5 (1907) segna infine una svolta decisiva: concepita in un unico movimento, è una delle prime opere in cui Skrjabin abbandona definitivamente i riferimenti tonali tradizionali per inoltrarsi in un universo sonoro autonomo, carico di tensione visionaria. La scrittura è febbrile, frammentata, proiettata verso un’espressione che mira a trascendere la dimensione puramente musicale.